Queste terre sono abitate sin dall'età della pietra da popolazioni di cacciatori che si cibavano di prede selvatiche e delle piante che riuscivano a raccogliere nelle foreste.


Questi uomini erano di stirpe sannitica: il Sannio era una vasta regione della penisola che comprendeva appunto tutto il Molise, parte della Campania orientale e l'Abruzzo meridionale. Isernia, che allora si chiamava Aesernia, era una delle città sannitiche più importanti. Le popolazioni sannitiche verso il III secolo a.C. si scontrarono con i Romani, che stavano avanzando alla conquista della penisola, e vennero duramente sconfitte. La presenza romana, qui come in tutte le altre parti dell'Impero, si fece sentire non solo dal punto di vista materiale per le opere d'arte o di urbanistica che venivano costruite, ma anche dal punto di vista culturale: infatti i dominatori imposero la loro lingua, le loro leggi, i loro usi e costumi secondo un tipico processo che gli storici hanno definito "romanizzazione".


Nel 476 d.C. l'Impero romano d'Occidente cadde e l'Italia divenne una terra senza più difese, preda delle incursioni barbariche. In Molise, nel VI secolo, dopo diversi altri dominatori, si imposero i Longobardi che mantennero il potere per un lungo periodo. Riconquistata l'autonomia per circa due secoli, la regione passò poi sotto il dominio di un'altra popolazione straniera, quella dei Normanni. Diversi borghi medievali, centri storici scolpiti nella pietra, testimoniano questi passaggi: Oratino, a 9 chilometri da Campobasso, dominato da una rocca millenaria abbarbicata a un precipizio e Castropignano con il castello d’Evoli, costruito a strapiombo sul Biferno in epoca normanna.


Spostando nell’interno della regione si incontrano numero edicole votive, cappelle e abbazie, come quelle di santa Maria di Casalpiano, a Morrone del Sannio, che risale all’anno Mille, e la chiesa di san Giorgio martire, fondata a Petrella Tifernina nel XIII secolo, uno dei migliori esempi di architettura romanica in Molise. Sono la testimonianza dei popoli che hanno vissuto in queste terre, dai Sanniti ai Romani, e dai numerosi pellegrini che nei secoli l’hanno attraversata.


In località La Pineta di Isernia è stato ritrovato negli anni Settanta un sito preistorico con testimonianze di attività umane risalenti a circa 730 mila anni fa. L'accampamento paleolitico era frequentato dall'homo erectus (Homo aeserniensis), addirittura il più antico vissuto in tutta Europa. L'importanza del ritrovamento è data, oltre che dalla lontanissima datazione, dal numero veramente eccezionale di reperti ossei e di manufatti lapidei rinvenuti attorno alla capanna. I reperti sono è ospitata stabilmente nella Mostra - Museo del Paleolitico a Isernia, in un ex monastero di monaci benedettini.


Risalgono invece al Paleolitico le grotte e le caverne rinvenute nel secolo scorso nella zona montuosa del Matese, che confermano la presenza dell'uomo preistorico in questo territorio: a Sepino una capanna-sepolcro dell'età della pietra; a Ielsi, alcune tombe a doppia camera con resti umani e frammenti di terracotta; altre tombe, contenenti frammenti di oggetti primitivi, sono state rinvenute in agro di Monteroduni, Pietrabbondante e Salcito. L'aratro rinvenuto in agro di Tufara è dell'età del ferro. Di questi preziosi ritrovamenti, alcuni si trovano nel Molise presso il Museo Sannitico di Campobasso e presso il Museo Emidiano di Agnone; la parte più cospicua si trova, invece, nel Museo Etnografico Pigorini di Roma ed in quello Antropologico di Napoli.


Il paese di Casalciprano è un museo a cielo aperto della memoria contadina molisana con sculture, murales e ambientazioni tradizionali. La storia regionale è raccontata anche nel museo civico di Baranello, con terrecotte e bronzi dalla preistoria all’epoca romana, reperti etruschi, vasi italioti e greci, statue, maioliche e porcellane.

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