Civita merita di essere visitata solo per le emozioni che il suo paesaggio riesce a offrire. Il borgo è immerso in uno splendido ambiente naturale, celato dai monti del Pollino, e costeggiato dal Torrente Raganello. Lungo il torrente, nei pressi di Civita, si trovano le Gole del Raganello, dove è possibile fare escursioni guidate, e il Ponte del Diavolo, di epoca romana, che collega i due versanti del canyon scolpito nei millenni dall’acqua. Civita è una delle più importanti comunità albanesi in Calabria, gli albanesi si rifugiarono a Civita intorno al XV secolo, a seguito delle devastanti invasioni ottomane. Le architetture religiose più importanti del borgo risalgono al XVI secolo, come le cappelle di Sant’Antonio, di Santa Maria della Consolazione e di Santa Maria Assunta. Le abitazioni di Civita hanno delle caratteristiche uniche. Nel borgo si trovano, infatti, le case Kodra (o “parlanti”), che hanno i comignoli, le porte e le finestre disposte sulle facciate in modo da comporre dei volti umani. I comignoli sono, per le famiglie albanesi di Civita, dei simboli identitari. Nel Seicento nacque questa curiosa usanza, che portò gli abitanti del borgo a munire le proprie case di comignoli, sempre diversi l’uno dall’altro, come opere d’arte. I comignoli servivano sia a permettere ai camini di espirare fumo, sia alle stesse case per espellere gli spiriti maligni.

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