Il territorio della Lombardia fin dalla Preistoria ha favorito l’insediamento umano: lo testimoniano le incisioni rupestri rinvenute nei siti archeologici di molte valli lombarde, in particolare in Val Camonica.

 

La Lombardia vanta un patrimonio artistico che è al tempo stesso storia, cultura, spirito e stile di vita. La storia dell’architettura lombarda è segnata dai numerosi castelli, fortezze e mura erette a difesa delle città, come quelle maestose che racchiudono la splendida Bergamo Alta, entrate nel Patrimonio Mondiale UNESCO, come Opere di difesa Veneziane tra il XVI ed il XVII secolo. Un po’ ovunque si trovano mirabili costruzioni: la Rocca Scaligera posta a guardia della darsena di Sirmione, il Castello di Vigevano con accanto il Palazzo Ducale, i castelli viscontei di Voghera, Pavia, Belgioioso, Chignolo Po, al cui abbellimento hanno contribuito grandi artisti; lo spettacolare complesso fortificato di Brescia, detto “Falcone d’Italia”. Milano è da sempre capitale economica e centro d’attrazione culturale. Il Duomo, senza dubbio una delle più alte realizzazioni dell’architettura Gotica a livello mondiale, la poderosa mole del Castello Sforzesco, l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, in assoluto una delle opere d’arte più importanti di tutti i tempi, accanto alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie, l’austera Basilica di Sant’Ambrogio, la Pinacoteca di Brera, la Scala e gli altri splendidi teatri, i Navigli, le vie del centro, in particolare quelle della moda e dello shopping: la metropoli di Milano, offre un ventaglio straordinariamente ricco di bellezze, arte, architettura ed eventi. In più Milano presenta numerosi edifici, risalenti alla fine dell’Ottocento e all’inizio del Novecento, che abbinano funzionalità ed estetica. La Lombardia pullula di piazze storiche. Sono luoghi di incontro e centralità, dove di solito si affacciano gli edifici più importanti.

 

La storia

In questa regione si conserva il più vasto e importante complesso di arte rupestre europeo: testimonianza della comparsa dei popoli camuni e della loro persistenza lungo un arco di otto millenni che dal Neolitico, forse ancor prima, giunge in piene epoca storica. Con l’insediamento dei Galli prendono forma i primi agglomerati semiurbani della regione: Brescia e Milano, i centri maggiori, oltre a Como, Bergamo, Mantova. Sul finire del III secolo a.C. i Romani iniziarono la conquista della Pianura Padana. Negli ultimi secoli dell'Impero, Milano (Mediolanum), colonia di diritto latino e poi municipio romano, accrebbe notevolmente la sua importanza di centro politico ed economico, grazie anche alla favorevole posizione rispetto alle direttrici fluviali e terrestri che solcano la Padania. Con il riconoscimento del cristianesimo come religione ufficiale e la presenza a Milano del vescovo Ambrogio, la città divenne anche centro del potere religioso. A Milano, l’imperatore Costantino, nel 313 d.C., emanò un editto nel quale concedeva a tutti i cittadini, e quindi anche i cristiani, la libertà di professare la propria religione. Il V secolo segna l’inizio della disgregazione dell’Impero Romano d'Occidente e lo spostamento del baricentro mediterraneo a Costantinopoli, in Oriente. Sono i secoli delle invasioni dei popoli nordici “i barbari”, che sfondati i confini penetrano nel cuore della romanità. Incursioni, assedi, invasioni e ripetute distruzioni a Milano e nel resto delle regione accompagnano Visigoti e Unni, costringendo al trasferimento della capitale a Ravenna. Poi è la volta degli Ostrogoti e di una breve ripresa con il regno di Teodorico il Grande (493-553), che fa di Pavia una delle sue capitali. La Lombardia ritornò poi a far parte dell'Impero romano (questa volta d'Oriente o bizantino) dopo la Guerra greco-gotica (535-553), che durò circa vent’anni e flagellò tutta l'Italia. Approfittando della debolezza dell'impero romano-bizantino, concentrato in campagne militari in oriente e nei Balcani, i longobardi riuscirono nel giro di breve tempo a conquistare gran parte dell'Italia, ponendo la loro capitale a Pavia. Nei territori conquistati dai longobardi, la popolazione di origine romana ed venne brutalmente espropriata dei propri beni: molti possessori romani furono uccisi, altri fuggirono nelle aree bizantine. Fu solo dopo la conversione di questo popolo, inizialmente di confessione ariana, al cristianesimo per opera della regina Teodolinda che ebbe inizio un periodo di pace e di collaborazione fra barbari e latini. Due fenomeni tipici di questa età trovano ampio riscontro in territorio lombardo: la diffusione di strutture difensive costruite strategicamente in posizione elevata e l’appoggio dei sovrani longobardi alla diffusione del monachesimo benedettino attraverso la fondazione di numerosi monasteri. Il dominio longobardo ebbe termine nel 774 quando Carlo Magno, re dei Franchi, discese in Italia su invito del papa, entrato in conflitto con i Longobardi. Carlo Magno assunse il titolo di rex Francorum et Langobardorum, inglobando il regno longobardo in quello franco. In seguito alla conquista del Meridione italiano da parte dei Normanni all'inizio dell'XI secolo, la Longobardia minor venne a perdere la sua identità longobarda, e il nome Lombardia rimase limitato alla parte settentrionale dell'Italia, e in particolare all'area padana. Qui nel Basso Medioevo, a partire dai secoli XI e XII, iniziò a diffondersi un modello politico nuovo: il comune medievale, protagonista di un ripopolamento delle città. In Lombardia sarà proprio il modello comunale e la volontà di conservare autonomia dall'autorità imperiale a portare all'esperienza della Lega Lombarda, alleanza militare fra varie città della Lombardia (ma non solo) che nel 1176 sconfiggerà, grazie soprattutto a l ruolo dei contingenti milanesi, le truppe dell'imperatore Federico Barbarossa durante la battaglia di Legnano. Dal XII secolo il modello comunale entrerà in crisi e verrà presto soppiantato dalle nascenti Signorie. Si assiste in questo periodo all’avvento al potere di alcune grandi famiglie aristocratiche: a Mantova i Gonzaga, a Milano prima i Visconti (dal 1330) e poi gli Sforza (dal 1450). Con i Visconti in particolare si apre a Milano una grandissima stagione artistica che per un secolo e mezzo fa di Milano una delle capitali del “lusso” gotico. I signori delle città chiamarono presso le proprie corti gli artisti più famosi per abbellire le loro regge e le loro città. Fra i tanti artisti si possono annoverare: Giotto, lo scultore pisano Giovanni di Balduccio, Donato Bramante e Leonardo da Vinci. La grande stagione artistica frutto del mecenatismo arricchì la Lombardia di meravigliose opere d'arte tra cui il Castello Sforzesco di Milano, il Palazzo Ducale di Mantova e la Certosa di Pavia. A partire dalla fine del XV secolo la Lombardia, tra le regioni più floride del panorama europeo, diviene nuovamente oggetto di contesa e di conquista delle maggiori potenze, Francia e Spagna. Dopo convulsi decenni di occupazioni e avvicendamenti militari stranieri, epidemie e crisi economiche, nel 1535 prendono avvio i 170 anni di dominazione spagnola. Durante questa dominazione la regione conobbe, dopo un primo periodo di prosperità, una progressiva decadenza, aggravata nel XVII secolo da epidemie di peste. Nel 1706 il ducato di Milano fu ereditato dagli austriaci assorbendo nel 1745 il ducato di Mantova che dal 1708 era divenuto appannaggio diretto della Casa d'Austria. La parte orientale della regione cadde invece sotto il governo veneziano nel corso del XV secolo: i territori di Bergamo, Crema, Brescia e Salò seguirono dunque una storia in gran parte diversa dal resto della regione, fino al 1796 quando, con la Campagna d’Italia, Napoleone Bonaparte fece il suo ingresso trionfale a Milano. Il dominio di Napoleone durò solo una ventina d'anni e con la Restaurazione (1814) il regno Lombardo-Veneto ritornò sotto Vienna.

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