L'arte è l'essenza dell'Umbria: grandi artisti come il Perugino, Giotto, Cimabue, Nicola Pisano, Arnolfo di Cambio hanno lasciato il loro inconfondibile segno in varie città (Perugia, Assisi, Orvieto, ecc). Ogni angolo della regione conserva la testimonianza artistica della sua storia, ma dà spazio anche alle più interessanti forme di arte contemporanea.

 

Il fascino dell’Umbria nasce dalla fusione tra arte e natura, dalla pace e della serenità che ispirano i suoi luoghi evocativi di capolavori rinascimentali e dai borghi medioevali incastonati nelle dolci colline. Corrispondente al territorio abitato dagli Umbri, l'antica Umbria aveva un'estensione diversa e maggiore di quella attuale. Divenuta con Augusto la VI regione dell'Italia, comprese anche l'Ager Gallicus, e con la riforma dioclezianea, parte del suo territorio fu unito alla Tuscia e parte al Piceno. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente la regione fu percorsa e devastata dalle orde barbariche e poi dagli eserciti bizantini. Con l'occupazione longobarda (seconda metà del VI sec.), cominciarono a sorgere formazioni politiche caratterizzate da una certa stabilità, come il ducato di Spoleto (571), che molto presto comprese nella sua giurisdizione tutta l'Umbria e parte delle Marche, dell'Abruzzo e del Lazio.

 

Le prime tracce della presenza di insediamenti umani in queste aree sono riferibili al Paleolitico inferiore. Un complesso del Paleolitico superiore finale è presente in strato nella grotta Tane del Diavolo, vicino a Parrano (Terni). Più abbondanti sono i resti neolitici e delle Età dei Metalli. Ampie le testimonianze della fine dell'Età del Bronzo e della prima Età del Ferro. La grande necropoli cosiddetta “delle Acciaierie di Terni” ha tombe che risalgono al sec. X all'VIII-VII a. C.

 

Numerose le testimonianze della civiltà etrusca, dal territorio di Perugia, con Orvieto il principale centro etrusco del territorio umbro, vengono bronzi sia arcaici sia di età romana repubblicana (celebre la statua dell'Arringatore, conservata al Museo Archeologico di Firenze). Sulla riva sinistra del Tevere si trovano le testimonianze della civiltà umbra, soprattutto ad Amelia e a Colfiorito (Foligno), ma sono etrusche Arna, Bettona (mura) e Todi. Molti sono i monumenti romani, soprattutto di età imperiale. Centri archeologici importanti sono Spello, Carsulae (da cui vengono notevoli ritratti romani) e Otricoli. Monumenti notevoli sono inoltre ad Assisi (resti del foro con il tempio detto “di Minerva”), Spoleto, Gubbio, Norcia e Bevagna. Da fabbriche ceramiche di Mevania e Ocriculum vengono i cosiddetti “vasi di Popilio”, classe di ceramica nera non verniciata con decorazioni di tipo ellenistico, diffusi nel sec. I a. C. anche in Toscana e nel Lazio.

 

I più antichi monumenti di età cristiana presenti in Umbria risalgono ai sec. V-VI come la chiesa di Sant'Angelo a Perugia, il tempietto del Clitunno, la basilica di San Salvatore a Spoleto. Del sec. VIII è il ciborio di San Prospero a Perugia, di tipo bizantineggiante. Di ben maggiore rilievo è l'arte di età romanica, il cui primo notevole monumento è il duomo di Assisi, dedicato a San Rufino (iniziato nel 1140. In pittura, possono ricordarsi alcuni crocifissi del sec. XII, fra i più antichi in Italia, come quelli del duomo di Spoleto e la chiesa di Santa Chiara di Assisi. Fu però con la basilica di San Francesco ad Assisi, iniziata nel 1228, che l'Umbria acquisì una posizione centrale nella cultura artistica italiana. Il grandioso monumento costituisce il più antico edificio compiutamente gotico in Italia e fu per circa un secolo uno dei fondamentali centri non solo dell'architettura, ma anche della pittura italiana, poiché quasi tutti i principali maestri del tempo concorsero alla sua decorazione. Negli ultimi decenni del sec. XIII vi furono attivi, infatti artisti del calibro di Cimabue e Fittori; successivamente la decorazione della chiesa superiore fu affidata a Giotto e ai suoi numerosi allievi.

 

Dalla seconda metà del sec. XIII, sotto l'influsso senese, si sviluppò l'architettura gotica umbra; questa contribuì notevolmente alla definizione della fisionomia di numerosi centri della regione, che conservano ancora l'aspetto acquisito nei sec. XIII-XV. Massimo monumento di questo periodo è il duomo di Orvieto (iniziato nel 1290).

 

Assai meno vivace fu la produzione architettonica in età rinascimentale, nel corso della quale l'Umbria non sviluppò tipologie stilistiche particolari. Fra i maggiori monumenti del sec. XV possono ricordarsi l'oratorio di San Bernardino e porta San Pietro a Perugia, di Agostino di Duccio; il Palazzo Ducale di Gubbio, derivato da quello di Urbino. Al 1508 data la fondazione della bellissima chiesa di Santa Maria della Consolazione di Todi. Ai primi decenni del sec. XVI risalgono alcune opere di Antonio da Sangallo il Giovane, come il celebre pozzo di San Patrizio a Orvieto e la massiccia Rocca Paolina di Perugia. Ultimo grande monumento rinascimentale è la basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi.

Di notevole importanza fu invece la pittura del periodo rinascimentale. Nel sec. XV si sviluppò, infatti, una scuola locale che, dopo figure minori, raggiunse esiti di notevole rilievo con il Perugino e il Pinturicchio. Il primo, attivo in varie città d'Italia, muovendo dal plasticismo del Verrocchio, giunse a una visione di dolce e sentimentale religiosità dalla quale prese avvio Raffaello; il Pinturicchio, influenzato ancora da motivi tardogotici, fu un decoratore piacevole e coloristicamente vivacissimo. È da citare anche l'opera di L. Signorelli, che sul finire del sec. XV realizzò nel Duomo di Orvieto uno dei più eccezionali complessi pittorici del Rinascimento. La fortuna della pittura classicista si protrasse fino alla metà del sec. XVII, come testimonia la presenza di opere a Trevi, Spoleto, Montefalco, Foligno e Nocera di artisti quali Annibale Carracci, Guido Reni e del Guercino.

 

Giungendo negli anni più recenti, personalità di eccezionale rilievo nel quadro dell'arte del Novecento furono lo scultore spoletino Leoncillo e il pittore tifernate A. Burri, le cui opere hanno avuto particolari riflessi nell'arte internazionale.

 

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