La prima popolazione che si insediò in questi territori furono i Tusci, meglio noti come Etruschi. Questa importante civiltà, tra l’VIII e il III sec a.C., si radicò nelle località lungo l’Arno e sul mar Tirreno fino al fiume Tevere.


La civiltà etrusca comprendeva diversi popoli che formavano una federazione di dodici località (dodecapoli), fra cui quelle toscane. Le più famose e ricche di tracce e reperti antichi sono Arezzo, Volterra, Cortona e Populonia. Gli Etruschi furono una civiltà fiorente dal punto di vista economico grazie all’estrazione del ferro nell’Isola d’Elba e di altri minerali nella zona di Grosseto e Livorno. Chiamati dai Romani col nome di Tusci diedero così il nome, che è rimasto fino a oggi, alla Toscana. I Latini in Toscana si insediarono dopo aver sconfitto le popolazioni etrusche e modificarono le città, oltre a dare vita ad altri siti come Firenze (Florentia), fondata nel 85 a.C. . La dominazione romana contribuì all’accrescimento territoriale e fece costruire importanti collegamenti stradali (ancora esistenti) con Roma, capitale dell’Impero. La Toscana antica vide nel periodo seguente il dominio dei longobardi, durante il quale la città di Lucca rappresentava il massimo centro politico ed economico. I conti lucchesi stabilirono un marchesato durante il IX secolo, che poi passò agli Attoni di Canossa, famiglia famosa per le vicende di Matilde e l’imperatore Enrico IV. 

 

Nal periodo comunale, fra i secoli XI e XV, le città toscane crescevano in base ai privilegi che arrivavano dall’alto: Lucca, Pistoia e Pisa ebbero l’appoggio dell’imperatore e divennero città ghibelline, mentre Firenze si trovava al seguito di Matilde di Canossa, sostenitrice del Papa, e fu la roccaforte guelfa. Non si trattava certo di semplici inimicizie politiche. Le città comunali diventarono teatri di conflitti in cui ogni potenza cercava di dominare quella più vicina, Pisa riuscì a sopraffare Lucca e si aggiudicò il ruolo di Repubblica Marinara, almeno fino alla sconfitta che gli venne inflitta dai genovesi nel 1284 durante la Battaglia della Meloria. Pistoia, invece, cade nella spirale del dominio di Firenze, che prese poi sotto la sua egemonia anche la vicina Arezzo. In questo periodo la storia della Toscana è rappresentata da continue battaglie e conquiste territoriali interne fra i vari signori comunali ma questo è anche il periodo dell’espansione del commercio e delle manifatture che contribuirono al cambiamento del paesaggio rurale. E già agli inizi del Duecento abbiamo in questa terra la presenza di artisti che hanno fatto scuola: per la scultura Nicola Pisano, Giovanni Pisano e Arnolfo di Cambio, per la pittura Cimabue e Giotto. Quest’ultimo, nato a Vicchio del Mugello (in provincia di Firenze) intorno all’anno 1267, si formò sotto la guida di Cimabue, anch’egli fiorentino. L’allievo Giotto superò però il maestro, trovando una strada stilistica innovativa e del tutto autonoma rispetto ai precedenti modelli della tradizione bizantina. Giotto creò una tecnica pittorica in grado di comunicare e narrare attraverso la profondità dei personaggi e che lo ha reso uno dei principali riferimenti dell’arte toscana e italiana per tutti i secoli successivi.

 

Tuttavia la fioritura artistica e l’affermazione politica e culturale della Toscana in generale, e di Firenze in particolare, è senza dubbio legata alla famiglia dei Medici: il comune fiorentino si trasformò da realtà comunale a quella di signoria sotto la guida di Cosimo de’ Medici e del famoso Lorenzo il Magnifico. I primi anni del XV secolo rappresentano un periodo ricco di cambiamenti e di crescita in Toscana: il Rinascimento. Il Rinascimento significò per la Toscana, arte e sviluppo ingegneristico e architettonico. Basti pensare alle scoperte prospettiche e agli edifici ad opera del Brunelleschi. Un esempio fra tutti è la Cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze. La pittura continuò il suo percorso con Masacciofino ad arrivare ai capolavori di maestri come Piero della Francesca, Botticelli e Donatello.

La famiglia dei Medici rimase al potere fino al Settecento, vivendo il passaggio da Signoria alla formazione del Granducato di Toscana.

 

Le vicende storiche successive portarono i Lorena a diventare la nuova dinastia alla guida della regione nel 1737; cominciò un periodo di dominazione asburgica che diede vita a cambiamenti importanti e a un’impronta di stampo illuminista. Grazie al governo di Pietro Leopoldo venne abolita la pena di morte nel 1786, fu creato il famoso Codice Leopoldino che prevedeva un catasto e un bilancio statale, le vie di comunicazione furono modernizzate e la Maremma venne finalmente bonificata. La cultura della Toscana si è diffusa a partire da Firenze viaggiando per tutta Europa e incantando tutti i visitatori, pellegrini e nobili, dal Quattrocento in poi. Gli itinerari del Grand Tour, moda e usanza dei secoli successivi, considerava questa regione come un punto fondamentale per la formazione dei giovani che si apprestavano a imparare le arti e i mestieri.

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