Le terme romane rappresentavano quanto di più vicino possibile si può immaginare ad un "luogo di benessere" in senso moderno.  La "cultura termale" dell'epoca imperiale portò in seguito Roma a sfruttare le sorgenti anche per usi terapeutici specifici. Tra i primi esempi le Acque Albule di Tivoli, per le quali venne edificato un grandioso stabilimento termale circondato da ville della classe agiata romana e meta di soggiorni di villeggiatura. Le Acque Albule, ricordate da Virgilio nell'Eneide, furono anche oggetto di menzione da parte di numerosi Autori dell'epoca per le loro proprietà terapeutiche. Altrettanto note e sfruttate furono le acque di Chianciano. Le terme del golfo di Napoli, Pompei, Pozzuoli ed Ischia, videro sorgere i complessi termali e residenziali più grandiosi e rinomati dell'impero romano non solo per la bellezza dei luoghi ma anche per la straordinaria ricchezza e varietà delle sorgenti terapeutiche.

 

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