Partendo dal nord della Penisola, passando per il centro, il sud e poi le Isole, sono diversi gli impianti golfistici che offrono la possibilità di coniugare la passione per questo sport, sempre più diffuso, con una vacanza che comprenda arte, cultura ed enogastronomia. Negli ultimi anni in Italia sono stati realizzati numerosi campi da golf con resort di grande qualità e capacità attrattiva. Il sud d'Italia, in particolare, ha visto la nascita di importanti realtà, dopo il bacino di campi pugliesi che ha visto in Riva dei Tessali il primo pioniere e che oggi riesce a offrire un resort della rara bellezza del San Domenico; dopo quello della Sardegna con gli antesignani Is Molas e Il Pevero e oggi il bellissimo Is Arenas, è la Sicilia oggi a fiorire in questa offerta. Dopo "Il Picciolo", prima bomboniera golfistico-siciliana e dopo il bel complesso de Le Madonie, sono arrivati grandi gruppi alberghieri internazionali al Donna Fugata e al Verdura dove a fare da sfondo a magnifici campi sono un mare cristallino ed i suggestivi ruderi greci di Selinute. Ecco alcuni dei migliori campi da golf secondo le riviste più importanti del settore.
 

L’Olgiata Golf Club a Roma è definito il più bel campo da golf in Italia, L’Olgiata dista pochi minuti da Roma e propone un gioco su 27 buche, 3 Putting Green e un campo pratica. Il suo percorso è nato nel 1961 ed è stato realizzato dall’architetto inglese C. Kenneth Cotton e ristilizzato dall’architetto americano Jim Fazio.

Le più più note guide internazionali hanno da sempre inserito Le Betulle, a Biella in Piemonte, fra i migliori campi da golf in Europa. Realizzato alla fine degli anni 50 dall’architetto inglese John Morrison, è un campo a 18 buche par 73, lungo 6.427 metri ad una altitudine di 590 mt. slm.

Il Circolo Golf Torino La Mandria è situato all’interno del Parco Regionale della Mandria nel Comune di Fiano Torinese, dispone di 36 buche divise in due percorsi entrambi Par 72, più 9 buche di pitch e putt. E come se non bastasse, 100 le postazioni del campo pratica e 18 le buche del putting-green.

Sempre a Fiano, nei pressi di Torino si trova anche Il Royal Park I Roveri. Anch’esso immerso nel Parco Regionale e nelle vicinanze della Reggia di Venaria Reale. Un circolo di straordinaria eccellenza, vanta due percorsi di golf da 18 buche, il Robert Trent Jones Sr ed il Pramerica Course designed by M. Hurdzan e D. Fry.

l Golf Club Castelconturbia, ad Agrate Conturbia, nasce nel 1898 quando in Piemonte il golf non era ancora conosciuto, e ci ha pensato Robert Trent Jones Sr a creare il moderno percorso di 27 buche. Realizzato su una superficie di oltre un milione di metri quadrati, ha ospitato per due volte l’Open d’Italia, e il record del campo di 66 è detenuto da Josè Maria Olazabal e Costantino Rocca.

Golf Club Villa d’Este a Montorfano è immerso nella campagna del viterbese circondato da alberi secolari, il Golf Le Querce (sede del Centro Tecnico Federale) ha ricevuto il sigillo di qualità ospitando nel 1991 una memorabile edizione della World Cup. L'architetto ha puntato sulla lunghezza delle buche e sui green, spesso piazzati su cocuzzoli. A complicare il gioco non di rado c'è il vento che, quando è contrario, si rivela l'ostacolo più penalizzante.

Il Pevero Golf, in costa Smeralda è una gemma verde che si affaccia sul mare più bello d'Italia. Nato nel 1972 dall'estro di un artista quale fu l'architetto Robert Trent Jones, per volere del miliardario Karim Aga Khan. Le 18 buche occupano un promontorio che permette di ammirare un panorama mozzafiato per almeno tre quarti del percorso.

Per chi vuole associare al green arte e gastronomia c’è il Club fiorentino dell’Ugolino. Rivendica il titolo di golf più antico d'Italia, ma in realtà la sede attuale è quella acquisita nel 1933. La sua posizione magica, sui colli della Chiantigiana e a 12 km dal centro di Firenze, ne fanno appunto la destinazione ideale per chi ama l'arte e l'enogastronomia.

 

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