Le montagne coprono quasi la metà del territorio italiano e svettano con altera bellezza da Nord a Sud offrendo un’incredibile eterogeneità di paesaggi e mille possibilità agli appassionati di climbing ed alpinismo. Tra i motivi che spingono a viaggiare: il desiderio di conoscere posti nuovi, il brivido dell’avventura, la voglia di esplorare luoghi lontani dalle nostre routine, dove poter prendere una pausa dagli impegni quotidiani, rilassandosi e godendo del paesaggio. Il viaggio a volte, è anche interiore, spinge a comprendere i propri limiti e spesso anche a cambiare, di fronte a nuovi orizzonti. L’arrampicata altro non è che un vero e proprio viaggio verticale, che da sempre affascina e cattura chiunque sia disposto a fare un po’ di fatica e abbia voglia di mettersi alla prova. Dal Monte Bianco, considerato il più himalayano dei gruppi alpini in virtù dei suoi ghiacciai e delle sue pareti verticali, alle cattedrali di roccia del Monte Civetta che Dino Buzzati definì «la muraglia di roccia più bella delle Alpi». Dalla ciclopica parete del Monte Bove, nel Parco nazionale dei Monti Sibillini, alle pareti a strapiombo sul mare smeraldo di Capo Palinuro sono davvero numerose le possibilità per chi voglia di spingersi fin dove osano le aquile.

 

Valle del Sarca, inTrentino. La valle si estende tra i paesi di Arco e Sarche, in provincia di Trento, seguendo il corso del fiume Sarca che la attraversa nel fondovalle. Un’infinità di vie, sia alpinistiche che sportive, risalgono le pareti sulla destra orografica della valle: se ne contano oggi più di 500. Il clima mite, dovuto all’influenza del vicino Lago di Garda, permette l’arrampicata quasi tutti i mesi dell’anno e dona alla Valle un sapore un po’ mediterraneo, con ulivi e lecci che crescono rigogliosi. E’ sempre un emozione stare appesi in parete e guardare la vita che scorre sotto, nei campi di mele, nei vigneti, nei paesini che punteggiano la valle, o ammirare le verdi cime tutt’attorno e il blu dei molti laghi della valle. Per citare due settori su tutti “Mandrea” e “Lo Scudo” di Cima alle Coste.

Val di Mello in Lombardia. Verdissima valle della bassa Valtellina, vero e proprio paradiso per l’arrampicata granitica. Vi accoglierà con la quiete dei suoi prati alpini, e dei piccoli abitati rurali del fondovalle, i suoi freschi torrenti e le sue imponenti pareti, circondate da maestose vette innevate che superano i 3000m, una tra queste, il Monte Disgrazia. Dal 2009 è anche riserva naturale, la più vasta area protetta di tutta la Lombardia. Le vie a più tiri sono circa 300: lunghe fessure e lame o placche compatte, che permettono eleganti passi in aderenza, su roccia sempre stupenda. Per affrontare queste vie serve una buona esperienza alpinistica e nervi saldi: come vuole la tradizione del luogo, le protezioni sono spesso assenti o molto lontane. Tra le vie più conosciute “Il risveglio di Kundalini”, “Luna Nascente”, “Oceano Irrazionale”, “Mani di Fata”  imperdibili capolavori che attirano tutti gli anni moltissimi scalatori. La Valle è molto conosciuta anche per il bouldering, praticato sui grossi massi che punteggiano i verdi prati del fondovalle, resi famosi dal raduno internazionale che si tiene tutti gli anni, il Melloblocco.

Valle dell’Orco, in Piemonte. Una valle incontaminata che si apre tra il massiccio del Levante e il Parco del Gran Paradiso, posto imperdibile per chi ama l’arrampicata su granito. Sergent, Caporal, Vallone di Noaschetta o di Piantonetto, sono solo alcuni dei nomi delle pareti dove corrono moltissime linee, soprattutto in stile tradizionale. Il periodo migliore per l’arrampicata in valle dell’Orco è tra aprile e novembre.

Rocca Sbarua, sempre in Piemonte. Conosciute in tutta Europa, soprattutto per l’arrampicata sportiva, sono le magnifiche pareti di Finale Ligure, a circa 25 Km da Savona. In un’area di circa 10km quadrati si trovano oltre 150 falesie, dove si arrampica tutto l’anno grazie al clima mite e alla particolare esposizione delle pareti. La roccia che si trova qui è unica: calcare disegnato a buchi, buchetti e gocce d’acqua, canne verticali e fessure, si vede chiaramente il gioco di erosione del mare attraverso i secoli. Tra le più conosciute sono le falesie di Capo Noli, a picco sul mare, dove si può provare l’emozione di scalare direttamente sopra l’azzurro dell’acqua. Ma a Finale sono famose anche le vie a più tiri del “Paretone”, il Bric Pianarella, il più alto di tutta l’area, circondato da un ambiente affascinante. Molte delle vie storiche, aperte a partire dagli anni ’70 sono state oggi richiodate, ma si tratta comunque di linee dal sapore alpinistico. Nel settore più a sinistra della parete si trovano vie di circa 150m: da non perdere la via “Fivy” e la via “L’impari lotta del conte di Montesordo e del drago sanguinio”. Il settore centrale è quello dove si concentrano le vie migliori che meritano sicuramente una visita. La parte destra dopo la grande erosione, offre alcune vie di soddisfazione come l’“Amicizia” e il “Tempio della Gioventù Psichica”.

Pietra di Bismantova, in Emilia Romagna. La Pietra di Bismantova si erge maestosa ed isolata sopra il profilo dell’Appennino Emiliano, impossibile non notarla mentre si percorre la strada verso Castelnovo ne’ Monti, accogliente e bonario paese che sorge ai suoi piedi, a circa 40Km da Reggio Emilia. Si tratta di un grande “sasso” di arenaria, dalle gialle e grigie pareti verticali, ricoperto da boschi di noccioli e verdi prati fioriti, circondato da dolci colline coltivate. Incastonato sulle pendici della Pietra, si trovano un eremo benedettino del XVIII secolo e una chiesetta. Dall’inizio del ‘900 ad oggi sono state aperte moltissime vie, alpinistiche, sportive e in artificiale. Da non perdere sono sicuramente le vie “Oppio”, “Zuffa-Ruggero”, “Italia ’90”, ma la scelta è veramente molto ampia. Alcuni settori sono stati attrezzati con monotiri, anche molto impegnativi, e sui massi tutt’attorno si può praticare il bouldering. 

Gran Sasso, in Abruzzo. Nel cuore d’Italia con le sue pareti di calcare, il Gran Sasso è un luogo affascinante anche se spesso poco conosciuto, dove si possono trovare magnifici itinerari per l’arrampicata. Corno Piccolo, Corno Grande, Paretone, Pizzo d’Intermesoli, sono solo alcuni dei settori dove si trovano vie dai 200m fino a 1000m di lunghezza. Si tratta di un massiccio elevato: il periodo più adatto per l’arrampicata è sicuramente l’estate. Spesso, sui sentieri si trova neve fino a fine Maggio, e in autunno già comincia a fare freddo.

Capo Palinuro, in Campania. Capo Palinuro è una perla del Parco Nazionale del Cilento, nella parte più meridionale della Campania. Qui la roccia rossa e tiepida si specchia nel mare: il “Gigante Addormentato”, strapiomba sull’acqua azzurra, che riflette i contorni di grotte e cavità. E’ il posto ideale per una vacanza per chi, oltre ad arrampicare, desidera un po’ di relax in spiaggia! Due sono le falesie più conosciute: La Molpa, attrezzata con più di 40 vie e Vauz, nella frazione di Foria, immersa nel verde, a circa 3km da Palinuro, dove ci sono circa 25 vie, adatte a climber esperti.

San Vito lo Capo, in Sicilia. Lungo la bellissima spiaggia di San Vito lo Capo, sulla costa occidentale della Sicilia tra Trapani e Palermo, si estende una lunga fascia rocciosa, attraversata da bellissimi itinerari di arrampicata sportiva. Sono soprattutto falesie di monotiri, dai quelli più facili ai più impegnativi e strapiombanti, che attraversano le rosse pareti dalle prese aguzze che guardano il mare. Se è bel tempo qui si scala anche in Dicembre, godendo di magnifici tramonti sull’orizzonte tranquillo del mare, mentre in estate è il posto ideale per una vacanza di roccia e di sole. Da non perdere assolutamente è la falesia di Calamancina, che si affaccia sull’omonima baia. Nei vari settori in cui è suddivisa, troverete itinerari di tutte le difficoltà, da quelli adatti ai meno esperti, fino a “Chr.is.to”, 8a , e “Banana Biologica”, 7a+, i più famosi della “Grotta”.

Cala Gonone, in Sardegna. Non sono solo il mare cristallino e le bellissime selvagge spiagge a fare della Sardegna una meta imperdibile. Quest’isola offre moltissime possibilità anche per chi cerca un po di avventura e un tuffo nella natura, dai solitari sentieri nella macchia mediterranea a magnifiche pareti dove arrampicare specchiandosi nel blu del mare. Una delle zone più conosciute dagli scalatori è Cala Gonone, un ridente paese che si affaccia nel Golfo di Orosei. Qui le falesie attrezzate sono davvero tante e di tutte le difficoltà e si trovano anche alcune vie di più tiri. Fuili e Biddiriscottaisono i curiosi nomi di due delle tante falesie a ridosso del mare mentre Poltrona e Budinetto si trovano appena fuori dall’abitato di Cala Gonone in direzione di Dorgali. Le pareti del Monte Oddeu, poco lontano dalla costa, offrono invece molti itinerari a più tiri di arrampicata plasir su roccia sempre fantastica. I periodi migliori per esplorare questa zona sono la primavera e l’autunno, evitando così il torrido caldo estivo, ma potendo anche godere di un po’ di riposo sulle bellissime spiagge del Golfo.

 

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