Non solo auto, mobili, lampade e complementi per l’arredamento: il design made in Italy nel mondo è noto e ricercato anche per gli oggetti e gli accessori per la casa e la persona, compresi prodotti in vetro, ceramica o porcellana, gioielleria, bigiotteria e pietre lavorate.

Nasce con la rivoluzione industriale, ma, in breve, la storia del design italiano si può descrivere con l’innato senso estetico che da sempre ci contraddistingue dal resto del mondo. Con l’Esposizione di Torino del 1902, la cultura del design italiano si allarga al resto d’Europa, con nomi di grande rilievo come Carlo Bugatti ed Ernesto Basile. In Italia interior design e arte moderna viaggiano di pari passo, tanto che nel 1922 nasce il movimento artistico Novecento che inizialmente si occupa per lo più di pittura, ma sente quasi subito l’influenza  della progettazione d'interni e della creazione di complementi d'arredo.

Oggi sono numerosi gli eventi e le fiere di settore che hanno come protagonista il design italiano; l’appuntamento internazionale più importante è indubbiamente la Milano Design Week occasione nella quale l’Italia si presenta, e si rappresenta, al meglio. Ma settimana del design così come la conosciamo oggi ha acquisito la sua reputazione internazionale in circa 60 anni di storia. In principio c’era il Salone del Mobile, nato nel 1961 in piena fase di ricostruzione post-bellica. Nato in sordina, crebbe di anno in anno e nel 1965 tutte le principali aziende italiane che si stavano evolvendo rapidamente come riferimenti nel settore dell’arredo contemporaneo vennero concentrate nel leggendario padiglione 30/3, creando per la prima volta in Italia uno spazio espositivo con spirito innovativo e grande cura degli allestimenti dei marchi in mostra. L’esplosione dell’interesse da parte degli operatori e del pubblico avvenne qualche tempo dopo, tra il 1967 e il 1968, con la conquista da parte del Salone dell’attributo ufficiale di “Internazionale”, iniziando a ospitare aziende da tutto il mondo. Nel 1972 al MoMA di New York veniva definitivamente celebrato il design radicale italiano con la mostra“Italy: The New Domestic Landscape”.  E nel frattempo, a Milano, accadeva qualcosa di innovativo: Cassina iniziava a creare all’interno del proprio showroom in Via Durini una mostra di prodotti inediti più informale e libera rispetto al formato della fiera. Seguirono negli anni altri punti vendita, con party e feste che si attivavano dopo la chiusura dei cancelli della Fiera: si stava delineando in modo spontaneo un panorama di eventi, mostre e iniziative parallele, che gli addetti cominciavano a chiamare “Fuorisalone”

Oggi, la Milano Design Week rappresenta la sintesi di quei due mondi, Salone e Fuorisalone. Il primo sinonimo della classica idea di fiera, ormai macchina perfettamente oliata; il secondo della pura autogestione. Insieme, le due anime sono in perfetta simbiosi, e rappresentano un sistema spontaneo che è riuscito a trasformare Milano nella capitale del design mondiale.

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