Mantova e Sabbioneta si trovano nella Pianura Padana, nell’Italia settentrionale, e rappresentano le due principali forme urbanistiche del Rinascimento: la trasformazione di una città esistente e la città di nuova fondazione, basata sul concetto di città ideale. Insieme, costituiscono due tappe significative della pianificazione territoriale e degli interventi urbanistici intrapresi dai Gonzaga nei loro domini, tra la prima metà del 14° secolo e i primi anni del 18° secolo.

In entrambe le città i Gonzaga intesero realizzare gli ideali di città rinascimentale, ricercando la forma urbanistica perfetta che testimoniasse la grandezza della famiglia e chiamando per la loro costruzione alcuni dei maggiori artisti d’Italia: Leon Battista Alberti, Luca Fancelli, Andrea Mantegna e Giulio Romano a Mantova, Vicenzo Scamozzi e Bernardino Campi a Sabbioneta.

Mantova è uno straordinario esempio di trasformazione della città esistente, di origine etrusco-romana e modificata durante il Medioevo, che intervenne per opera dei Gonzaga tra il 15° e il 16° secolo con opere di ingegneria idrogeologica e interventi urbani e architettonici raffinati. Da sempre è una città legata all’acqua e al periodo in cui fu libero Comune medievale risale la complessa e poderosa pianificazione idraulica di Alberto Pitentino (1187) che frammentò il corso del Mincio in quattro laghi: Superiore, di Mezzo, Inferiore, Paiolo, quest’ultimo prosciugato a partire dal XVIII secolo.

Sabbioneta fu costruita come nuova città nella seconda metà del 16° secolo soppiantando un piccolo borgo medievale e, sotto gli ordini di un’unica persona, si trasformò in brevissimo tempo in piazzaforte all’avanguardia e raffinato centro culturale e architettonico.

La sua cinta muraria con pianta a forma di stella, la pianta a scacchiera delle vie e il ruolo degli spazi pubblici e dei monumenti contribuiscono a renderla uno dei migliori esempi di città ideale costruita in Europa. A Sabbioneta si trova uno dei gioielli della storia del teatro in Europa: il Teatro all’Antica costruito da Vincenzo Scamozzi, primo edificio teatrale realizzato in Italia con fabbrica originale e non come adattamento di sale o interni di palazzi preesistenti.

 

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