La Basilica di San Marco è la meravigliosa costruzione che è il simbolo della magneficenza e della grandezza della Repubblica di Venezia durante i mille anni di vita della Serenissima. Una vera e propria ‘foresta di colonne’ composta da più di quattrocento elementi, ricopre la stupenda facciata. Al piano superiore, corrispondente alla logge, si affacciano sulla Piazza le copie dei quattro cavalli di bronzo, diventati uno degli emblemi di Venezia (gli originali sono custoditi all’interno). All'interno della Basilica, sull’altare maggiore si trova l’inestimabile Pala d’Oro, decorata da più di ottanta smalti e centinaia di pietre preziose, un tempo esibita solo in occasione delle maggiori festività religiose. Il blocco massiccio è trecentesco, alcuni smalti risalgono però al X-XI secolo. L’opera fa parte del ‘Tesoro di san Marco’, esposto in un ambiente ricavato in una torre medievale dell’antico castello ducale. Custodisce una rara collezione di icone, calici, ornamenti e reliquiari. Tra gli arredi della Basilica il ciborio è il più visibile e inosservato. Sostenuto da quattro colonne completamente rivestite di sculture, è adorno di meravigliose lastre di marmo verde di Tessaglia.

La prima chiesa dedicata a san Marco fu costruita nell’820 per accogliere il corpo del Santo che, secondo la tradizione, due mercanti veneziani, Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, avevano trafugato da Alessandria d’Egitto. Terminata la sua costruzione sotto il dogado di Giovanni Partecipazio, nell'832 la Basilica fu consacrata con la proclamazione di san Marco come patrono e protettore della città, al posto del precedente san Teodoro, particolarmente onorato in Oriente. Questa prima struttura, distrutta da un incendio nel 976, durante l’insurrezione contro il doge Pietro Candiano IV, venne ricostruita in pochi anni e riconsacrata dal doge Pietro Orseolo il Santo. A partire dal 1063, sotto il dogado di Domenico Contarin fu nuovamente demolita per lasciare il posto alla terza basilica, quella l’attuale, edificata prendendo a modello due edifici di Costantinopoli: la chiesa dei Dodici Apostoli e Santa Sofia. Fu consacrata nel 1094, anno in cui, secondo una leggenda, sarebbe stato miracolosamente ritrovato in un pilastro il corpo del santo, che era stato nascosto durante i lavori e poi dimenticato.

Nella sua pianta a croce greca si riconosce la matrice stilistica orientale bizantina, in cui ognuno dei quattro bracci uguali è concluso da una cupola (più una al centro che eccede il tetto per 12 metri). L’esterno diviso in tre differenti registri: piano inferiore, terrazza e cupole, si presenta più sviluppato in larghezza, probabilmente per distribuire i pesi, appoggiati su un terreno sabbioso, in modo equilibrato. L'edificio è infatti lungo 76.5 metri e largo 62.60, mentre la cupola centrale è alta 43 metri (28,15 all'interno). Le cinque grandi cupole emisferiche, raccordate da pennacchi, sono sostenute da un doppio ordine di arconi a tutto sesto.

 

 

 

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